Tempo di lettura: 3’ 30”

L’origine della ricerca della consapevolezza affonda le sue radici in numerose tradizioni antiche, risalenti a un periodo compreso tra 2800 e 2200 anni fa, collocate in un vasto territorio che spazia dalla Grecia fino alla Cina. I contributi sono riscontrabili in numerosi scritti ed insegnamenti fra cui il monoteismo di Zarathustra in Persia, il Giainismo di Mahavira e Parshva, il Buddhismo in India, il Confucianesimo e il Taoismo in Cina, gli insegnamenti dei profeti ebraici in Palestina e la filosofia greca (Amadei, 2013). In particolare la dottrina e la pratica meditativa buddista costituiscono probabilmente la tradizione che più di tutte incarna ed esplicita il tema della consapevolezza. Uno dei primi riferimenti al concetto di consapevolezza è rintracciabile, difatti, nel Satipatthanasutta, ossia il grande discorso sui fondamenti della presenza mentale, attribuito al Buddha, nel quale viene descritto il metodo universale per uscire dalla sofferenza attraverso la meditazione vipassana. In tale scritto viene anche esposta la dottrina delle quattro nobili verità (la verità sul dolore, la verità dell’origine del dolore, la verità della cessazione del dolore, la verità della via che porta alla cessazione del dolore) e l’ottuplice sentiero della liberazione (retta visione, retto pensiero, retta parola, retta azione, retto modo di vita, retto sforzo, retta presenza mentale, retta concentrazione).

La parola mindfulness è la traduzione inglese della parola “sati” che in lingua pali[1] significa consapevolezza, attenzione, “presenza mentale”. Solitamente in italiano il termine non viene tradotto poiché si riferisce prima di tutto ad un’esperienza diretta difficile da descrivere a parole, che implica consapevolezza e attenzione ma in maniera particolare (Giommi, 2012).

Essa può essere descritta come uno stato mentale che equivale all’osservazione dell’esperienza presente, in cui l’individuo prova ad accogliere tutto ciò che si presenta nel qui ed ora, così com’è, sospendendo quelli che sono gli abituali meccanismi di approvazione o rifiuto dell’esperienza stessa. Jon Kabat-Zinn, considerato il pioniere dell’approccio Mindfulness, la definisce come “la consapevolezza che emerge prestando intenzionalmente attenzione, nel momento presente e in modo non giudicante, al dispiegarsi dell’esperienza, momento dopo momento” (Kabat.Zinn, 1990). Altre definizioni della Mindfulness sono state fornite da Teasdale et al. (2014), secondo cui la Mindfulness è “una modalità dell’essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com’è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente” e da Bishop et al. (2006): “è l’autoregolazione dell’attenzione, tale da mantenerla sull’esperienza presente, rendendo in tal modo possibile una maggiore capacità di riconoscere gli eventi mentali nel momento presente, adottando un particolare atteggiamento nei confronti della propria esperienza, caratterizzato da curiosità, apertura e accettazione”.

Generalmente in tutte le definizioni o descrizioni della mindfulness si possono riscontrare alcuni concetti trasversali chiave, quali vivere intenzionalmente e con consapevolezza nel momento presente, interrompendo i comportamenti dettati dal pilota automatico, scegliendo in modo consapevole e focalizzando la propria attenzione su ciò che avviene momento per momento, senza ruminare sul passato o rimuginare sul futuro; non giudicare, sospendere il proprio giudizio, accettando ciò che accade nel qui ed ora, senza respingere o controllare pensieri, emozioni o sensazioni indesiderate ma lasciandole scorrere e fluire attraverso l’uso consapevole della propria attenzione (Kabat-Zinn, 2003).


[1] Lingua indiana, nella quale sono stati originariamente riportati gli insegnamenti del Buddha (Oberlies, 2001).

Bibliografia

  • Amadei, G., Mindfulness. Essere consapevoli. Il Mulino, Bologna, 2013
  • Giommi F., Trasformare la mente. Meditazione, mindfulness, psicoterapia, Ponte alle Grazie, 2012
  • Bishop S. R., Lau M., Shapiro S., Carlson L., Anderson N. D., Carmody J., Segal Z., Mindfulness: a proposal operational definition, Clinical Psychology: Scienze and Practice, 2006
  • Kabat-Zinn J., Vivere momento per momento. Sconfiggere lo stress, il dolore, l’ansia e la malattia con la saggezza di corpo e mente, Corbaccio, 1990
  • Kabat-Zinn J., Mindfulness-based interventions in context: past, present and future, Clinical Psychology: Scienza and Practice, 2003.
  • Oberlies T., A grammar of epic sanskrit, De Gruyten, 2001
  • Segal Z., William J., Teasdale J. D., Mindfulness. Al di là del pensiero, attraverso il pensiero, Bolatti-Boringhieri, Torino, 2014